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Riforma dei contratti, esplode la protesta: CIN e decine di sigle contro il Cnel. Federdipendenti tra i sottoscrittori dell’intervento urgente sulla rappresentanza. “La misura è colma”

Una richiesta formale di intervento urgente è stata trasmessa il 24 aprile 2026 ai vertici istituzionali del Paese, dopo mesi di incontri, analisi tecniche e osservazioni rimaste senza riscontro. Al centro della contestazione figurano le deliberazioni adottate dal CNEL il 22 aprile, giudicate da numerose organizzazioni sindacali e datoriali come un passo verso un modello di rappresentanza ritenuto non inclusivo.

La comunicazione, inviata tramite Posta Elettronica Certificata, è stata indirizzata al Presidente del Consiglio, al Ministro del Lavoro, ai presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato, ai capigruppo parlamentari e, per conoscenza, al Presidente del CNEL. L’obiettivo è chiedere la sospensione di un meccanismo che, secondo i firmatari, rischia di determinare chi può operare nel mondo del lavoro italiano in assenza di una legge organica sulla rappresentanza prevista dall’articolo 39 della Costituzione.

A promuovere l’iniziativa è il Coordinamento Intersindacale Nazionale (CIN), fondato da diverse Organizzazioni Sindacali tra cui Federdipendenti, che figura tra i promotori originari del Coordinamento. Il fronte raccoglie numerose sigle sindacali e datoriali. Tra le prime compaiono Conf.Selp, Federdipendenti, Smart Workers Union, Sindacato Italiano Lavoratori, ISI, SIFUS CONFALI, Sindacato dei Lavoratori Europeo, FederSicurezza e Vigilanza Conf.Selp, SIA, ACAI Lavoratori e Pensionati e Nuovo Sindacato Lavoratori Italiani. Sul versante datoriale hanno aderito Conf.PMI Italia, CNL, ANAP, SEI Confimpresa, FINCO, FedAPI e Federaziende.

Secondo il documento trasmesso, il rischio sarebbe quello di un sistema “chiuso e autoreferenziale”, nel quale pochi soggetti già consolidati finirebbero per definire regole idonee a rafforzare la propria posizione, escludendo realtà che rappresentano territori, piccole e medie imprese e nuove forme di lavoro.

Parallelamente alla protesta, il Coordinamento ha elaborato una proposta di legge sulla rappresentanza, con l’obiettivo di introdurre criteri ritenuti oggettivi e trasparenti e di riportare la materia all’interno del dibattito parlamentare.

La posizione di Federdipendenti

Il presidente di Federdipendenti, Simone Resinato, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di riportare il tema della rappresentanza “nelle sedi istituzionali competenti e su basi realmente pluraliste”. Resinato ha aggiunto che “la partecipazione dei corpi intermedi non può essere ridotta a un elenco chiuso. Le realtà che operano nei territori e tra i nuovi lavori chiedono solo regole chiare, verificabili e uguali per tutti”.

Nel suo intervento del 3 aprile 2026, dedicato allo stesso tema, Resinato aveva inoltre ribadito alcuni principi ritenuti centrali per il settore:

“Conta ciò che fai, non ciò che dichiari. Conta la qualità della tutela, non la quantità degli iscritti. Conta il territorio, non il logo.”

Il fronte intersindacale segnala che l’iniziativa sta continuando a raccogliere adesioni, interpretate dai promotori come il segnale di un malessere diffuso nel mondo del lavoro e nei corpi intermedi. La data del 23 aprile 2026 viene indicata come un possibile punto di svolta, in cui una parte significativa del settore avrebbe deciso di manifestare pubblicamente il proprio dissenso.